Tuesday, 31 March 2020

Ridatemi Toto!

Il Vietnam e la musica non vanno d'accordo...decisamente... Da quando sono ad Hanoi (due settimane) e in particolare in albergo, mi stanno sfracassando gli zebedei con sta musichina da ascensore perennemente in sottofondo, nella hall, in tutti i corridoi, ovviamente in ascensore, e io che sono fortunata ho un altoparlante giusto fuori dalla mia porta. Posso dire che adesso la canzoncina di Titanic mi fa lo stesso effetto di un lassativo...
E come se non bastasse, stamattina mentre passeggiavo, mi sono trovata davanti questo:



Non serve che commenti, no?

Comunque, sono qui per la mia ultima missione dell'anno, e finalmente per una volta sono in un posto che vale la pena visitare! E' pieno di turisti e non sapete come ho goduto a pensare che io non ho pagato quasi niente per stare qui due settimane! Altro che Valtour, la mia organizzazione é mille volte meglio ;)

Insomma, stavolta mi sono organizzata e sono arrivata di sabato mattina per avere un po di tempo per andare in giro per Hanoi e per smaltire il jet lag di 6 ore e il volo di 11 ore senza scali...roba da masochisti veri, oltretutto visto che da qualche anno non riesco piu ad addormentarmi anche in piedi su un piede solo come facevo prima... Quindi sono arrivata che ero abbastanza sfatta, ma sono riuscita a riprendermi e a farmi dei bei giri per la città vecchia, che é giusto girato l'angolo.

Io l'Asia la conosco poco, ma rispetto a quello che ho visto a Kuala Lumpur o a Jakarta, Hanoi é molto meglio, perché c'é tutta una vasta area attorno a un laghetto (artificiale presumo) fatta di casette basse, in stile coloniale, negozietti, stradine, e si chiama Old City appunto. E' molto pittoresca, e puoi andare in giro per ore perdendoti tra le viuzze e scoprendo scorci da fotografare. Pero' non é la miglior cosa da fare se si é leggermente stressati o nervosi: a parte il traffico frenetico di motorini che cercano di investirti puntualmente ogni volta che metti piede gu dal marciapiede, cosa che avviene ogni 10 secondi perché i marciapiedi sono invasi dalla mercanzia, tra il casino, i colori, i rumori, gli odori, la quantità di gente, la puzza di scarico, e tutto il resto dopo 3 ore sei completamente rintronato e l'unica cosa che vuoi é andarti a rifugiare in albergo sotto le coperte nel silenzio.

Onestamente: un incubo. Mentre camminavo sono stata tamponata dal retrovisore di un motorino, da un'anziana signora in bicicletta, e quasi strisciata da una macchina. Il tutto con la piu' grande nonchalance, come se niente fosse successo. Per fortuna che per attraversare la strada avevo il prezioso consiglio di un mio saggio collega italiano: chiudi gli occhi e vai. Non c'é speranza che loro si fermino, tanto. Devono avergli disattivato i freni dai motorini, o magari non sono in dotazione sul mercato locale. Loro comunque non sanno come funzionano, perché non accennano nemmeno a usarli. L'unica cosa che puoi fare, se non vuoi morire di vecchiaia sul ciglio della strada, é mettere un piede giu, sperare in dio, fare un passo e poi un altro, facendo finta di niente. Soprattutto mai esitare, mai cambiare ritmo o fare l'errore di accellerare o rallentare, senno' ti arrotano. Se invece cammini a occhi chiusi con un passo cadenzato, quello sciame di moscerini magicamente si apre intorno a te e crea un varco sufficiente perché tu possa passare, e poi si richiude alle tue spalle. Quindi mai e poi mai esitare, o finisci male.

Per non parlare poi del delirio per orientarsi. Finché vai in giro bighellonando senza meta va tutto bene, ma quando finalmente vuoi tornare indietro, allora é finita. Meno male che io ero dotata di raffinati ordigni tecnologici, ma sul mio telefono devono aver montato la mappa di Hanoi al contrario per dispetto, perché ogni singola volta che ho cercato di orientarmi mi sono ritrovata sulla strada giusta ma in senso contrario. Di sicuro non é colpa del mio senso dell'orientamento. E non ero la sola, perché ad ogni angolo di strada c'era un turista, senza discriminazione tra orientali e occidentali, con il telefono in mano e un grosso punto interrogativo ondeggiante sulla testa. 















Poi, visto che comunque siamo in Asia, ci sono anche angoli di pace e bellezza che ti rimettono in pace col mondo, tipo la zona del mausoleo di Ho Chi Minh, dove c'é un bel parco, la casa dove lui abitava vicino a un laghetto, e una pagoda che si regge su un solo pilastro, oppure un tempio su un'isoletta su un altro laghetto in città.






Ma almeno qui, come dicevo, c'é un quartiere dove passeggiare a piedi e guardarsi in giro, anche se il 90 per cento dei negozi sono negozi per turisti. A Jakarta c'era ma erano due strade, e a Kuala Lumpur ho passeggiato a Chinatown, ma tutto il resto della città erano palazzoni, grandi magazzini, scintillanti negozi, grattacieli e slums, ma di passeggiare nemmeno a parlarne.

Comunque il lunedi sono andata in ufficio e poi siamo partiti con i miei colleghi per andare a Quang Tri, al centro del Vietnam sulla costa, dove abbiamo un ufficio, e quindi ho avuto modo di vedere una cittadina che di turisti non ne ha in compenso mai visti. Durante la guerra civile era l'ultima città del Sud, e il confine con in Nord passava giusto sopra. Oggi sono passati 50 anni ma il motivo per cui noi lavoriamo li é che ogni anno continuano a nascere migliaia di bambini disabili a causa del cosiddetto Agent Orange, che i simpatici Americani hanno usato a profusione per disboscare e disinfettare tutto quello che hanno potuto, lasciando un altro bel regalino a questa gente.

Siamo rimasti li a lavorare fino al giovedi, poi i miei colleghi sono tornati ad Hanoi mentre io sono andata a Hue, un po piu' a sud, per approfittare del weekend. Hue é l'antica capitale imperiale e c'é una cittadella fortificata dove l'imperatore governava, riceveva e viveva con la sua famiglia, un po' come la città proibita di Pechino ma un po' piu piccola. E' molto interessante, e alcuni palazzi sono molto belli. Hue pero' é stata molto colpita dalla guerra, qui c'é stato uno dei massacri piu' sanguinosi e ancora irrisolti degli scontri tra vietnamiti del Nord (i comunisti di Ho Chi Minh) e quelli del Sud (filoamericani), e anche la città imperiale é stata abbondantemente bombardata. Per cui alcuni dei palazzi sono andati distrutti e al loro posto ci sono pezzi di prato, e fa un po' impressione anche perché di quello che ho visitato io é il solo segno che qui c'é stata una guerra.














Sono finita per puro caso in un B&B veramente carino, in una casa, gestito da ragazzine che non dovevano aver superato la pubertà secondo me, con 4 cagnolini adorabili che scorrazzavano in giro e un giardino molto grazioso. Sono state fortunate che il cucciolo bianco non é magicamente scivolato nella mia valigia...




Qui adorano i cani, ci sono un sacco di negozi per animali, di toeletta, cibo, trasportini, cucce, e di tutto di piu. L'unico inconveniente é che rischi di calpestarli con una cera facilità, perché il piu' grande che ho visto aveva le dimensioni di un barboncino, figuratevi gli altri. E comunque tendono a essere pelosi, arruffati, con gli occhioni e la coda arricciata...cartoni animati insomma!

Poi sono andata a Hoi An (che sarebbe Hanoi con le sillabe invertite, piu o meno, per facilitare la memoria), una cittadina ancora più a sud famosa per le casette coloniali sul fiume e le barche dei pescatori. Ci sono arrivata in macchina di sera, dopo 3 ore di viaggio, e quando sono uscita per esplorare un po' devo dire che sono rimasta piuttosto a bocca aperta. A parte un brulicare di turisti da far impressione, é tutto una luce, sembra la Las Vegas vietnamita ma in forma poetica. Il fiume é letteralmente ricoperto da barche che fanno su e giù portando una o piu lanterne colorate, ogni strada é coperta da lumi e ogni locale, ogni palazzo, ha una profusione di lanterne a tutti i piani. In compenso non ci sono lampioni, quindi sei immerso in questo incanto irreale, da tutti i lati, ed é piuttosto suggestivo.













Le mie abilità di fotografa non mi hanno permesso di riprendere al meglio questo posto fiabesco, ma vi assicuro che c'é da restare imbambolati. Poi chiaramente dopo un po' ti accorgi che é tutta un enorme luna park per turisti, che si affollano qui come me per ammirare lo spettacolo delle mille luci. Ma non c'é molto di autentico e alla fine ogni edificio é un ristorante o un negozio di souvenirs. Il mattino dopo tutto aveva un'aria diversa, pioveva, e ti accorgi di come appare il carrozzone senza trucco, con le lanterne che sono tutte slabbrate, i cassonetti straboccanti di immondizia, il fiume giallo con pesci morti che galleggiano lungo la riva... Insomma, tutto molto bello ma anche tutto molto finto.
Ho esplorato il resto della città, che anche di giorno appare grazioso, ma dopo un po' ti stufi di andare di negozio in negozio. Non che non meritasse di essere visto, solo non serve restare troppo a lungo.











Ridatemi Toto!

Il Vietnam e la musica non vanno d'accordo...decisamente... Da quando sono ad Hanoi (due settimane) e in particolare in albergo, mi stan...