Sunday, 24 June 2018

Il Giorno più lungo


Ma dai, vah…pensavo peggio…sono le 6 del pomeriggio di domenica e ancora non sto dando testate al muro...ma sono ottimista, c’é sempre tempo!!!:)

Stamattina ho fatto una rapidissima colazione al ‘ristorante’ dell’albergo...una stanza con dei tavoli e un angolo cucina, deserto, con un solo tavolo apparecchiato...E siccome era lo stesso tavolo su cui abbiamo fatto colazione ieri con una delle mie signore, la cosa mi ha fatto supporre che ora io sia la sola  e unica fortunata ospite... Stesso menu a base di pane, yogurt acidulo, nescafé, e stamattina c’erano pure due uova solde! Quindi o é il trattamento speciale della domenica, oppure ieri la mia collega, arrivata prima di me, si é inguattata anche il mio uovo!!! Comunque uno me lo sono portato in camera per mangiarlo a pranzo...

L’autista dell’ufficio mi aspettava e mi ha portato prima a casa del Grande Capo (quello col cappellino), e poi al giardino botanico, dove lui credo faccia del lavoro part time. Il giardino é grande e ne sono molto orgogliosi, ma non é niente di eccezionale. Abbiamo raggiunto un gruppo di Buthanesi che stava facendo il giro del paese per vedere che tipo di colture hanno, e quindi per fortuna c’era una guida che traduceva. Quindi il Grande Capo Tajiko parlava in russo e la guida traduceva in inglese per i buthanesi, e per me... Niente di più semplice insomma!
Il discorso era interessantissimo...verteva tutto sulle mele locali, su come sono coltivate, su che tipo di terreno... e l’eccitazione ha toccato l’apice quando il Grande Capo ha suggerito:”E adesso andiamo a vedere il compost!” ... 

Faceva pure un caldo infernale, ma almeno ho sgranchito un po’ le gambe e ho fatto due chiacchiere con qualche essere umano. E mi hanno dato due fiori, recisi dalla coltivazione dell’orto botanico, da cui voglio tentare di recuperare i semi per piantarli nei miei fantastici vasi a Lione! Perché si, pare che sia proprio vero... Quando pianti dei semi, crescono davvero delle piante! E’ incredibile, io pensavo fosse solo una leggenda! ;) E invece le mie piantine crescono, S. mi sta mandando foto quotidianamente (manco fossero dei bambini!), e non vedo l’ora di vederle quando torno! :D

Poi mi hanno offerto una tazza di té nell’ufficio del responsabile, che non c’era. Io ho accettato, piu’ per cortesia che per altro, visto che il té bollente non é il massimo della goduria quando fuori ci sono 38 gradi... E quindi l’autista, il Grande Capo e io, siamo stati un po’ in questa casetta di legno, tutta tempestata come al solito di tappeti marroni... Entri in una specie di ingresso con il pavimento in assi di legno, ti togli le scarpe, e poi entri nella stanza principale, dove non c’é un centimetro quadrato di pavimento scoperto... E se riesco a capirne il vantaggio in inverno, quando qui fa -25 e fuori c’é un metro di neve, mi riesce onestamente un po’ più difficile capire perché d’estate non arrotolino tutti sti tappeti e non li mettano via in qualche stanzino! ... Ah già! Forse perché ogni tappeto sarà almeno 25mq, quanto tutto il mio soggiorno a Lione, e ci vorrebbe uno stanzino alto tre piani! Ma si, evviva la logica e la razionalità, yeeee!

Dopo il giardino botanico il Grande Capo mi ha finalmente abbandonata (gentile, ma non é che la nostra conversazione sia stata perticolarmente varia, visto che non spiccica una parola di inglese...), e l’autista mi ha portata a visitare l’attrazione della città, un MAUSOLEO...(secondo momento topico della mia giornata, dopo il compost naturalmente...). E poi mi é toccato il fantastico museo li a fianco, dove c’erano tutti gli averi del tizio sepolto nel mausoleo (che pare sia stato un grande filosofo dell’asia centrale del 1300, ma io ovviamente non ne ho mai sentito parlare). Per fortuna é un piccolo museo, e in una ventina di minuti me la sono cavata, tra i suoi quaderni, libri di non so chi, gli occhiali del suo bis-bis-bis-bis-discepolo, il cappellino di uno che é venuto a rendergli omaggio, ecc ecc.


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E poi mi sono fatta portare al bazar, tanto per avere un’idea. Niente di straordinario, piuttosto grande, con i reparti di frutta, carne con le mosche d’ordinanza, e poi tutta la paccottiglia che non puo’ mancare. Solo che qui, invece che in arabo, le scritte erano in cirillico... Ma a parte questo non mi è parso molto diverso da altri suk.







































Dopodiché, esaurite le attrazioni locali, mi sono fatta riaccompagnare in albergo, ho mangiato il mio uovo, e mi sono messa a letto, ringraziando la mia natura di ghiro per le due ore di sonno che mi ha regalato! Poi, tra un po’ di lettura, un po di chiacchiere con S. (che nel frattempo si é dato alla falegnameria e in mezza giornata ha già fabbricato 2 mobili per casa!), un po’ di giochini al computer e un po’ di scrittura, sono arrivata fino alle 6 e mezza... Se continua cosi, dovrei riuscire a trovarmi delle piccole occupazioni per tirare fino alle 9... tipo andare molto lentamente in bagno a lavarmi i denti, uscire molto lentamente nell’atrio e vedere se riesco a farmi un nescafé, mangiare sempre molto lentamente una delle prugne che ho comprato al mercato...  Poi ci sarà la cena, che mi riempirà un sacco di ore! Stasera, il menu prevede mais in lattina, sardine sotto salsa (sempre in lattina, meno male che ho fregato un cucchiaino a colazione stamattina!), biscotti, prugne, e una coca cola. Tornero’ a casa una silfide!!!

E chissà che, dopo appena 16 ore, non riesca anche a terminare il download e poi a vedere il film che ho iniziato a scaricare ieri sera! Questo riempirebbe di luce divina la mia serata, ma non sono sicura di poter sperare tanto, secondo me è ragionevole pensare che ci vorranno almeno altre 11 o 12 ore, e che cavolo, pure io, che é tutta sta fretta?!!! Aaarghhh!!!!

PS: 
Non ci posso credere!!! Con questo crapuloso internet ero riuscita ad aprire una pagina di ristoranti a Dushanbe, dopo essermi decisa ad andare in esplorazione martedi quando torno, pure se saro’ sola  (anche per rifarmi da questa dieta da Guantanamo). E avevo trovato la foto di un posto dall’aria fighissima, cucina tipica tajika, con i soffitti a cassettoni tutti decorati, pieno di piante e tessuti, molto carino davvero. E mi sono detta: perfetto, allora prendero’ un taxi e mi ci faro’ portare, e al diavolo tutto e tutti, si festeggia! 


















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Se non che mi era sfuggito un piccolissimo particolare... 

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Il maledetto Google mi ha indirizzata verso il “Dushanbe Grill” a Boulder, COLORADO!!!!! Ma vaff***!!!


Saturday, 23 June 2018

Le Tre Oche Selvagge


Dopo pranzo io e le mie donnine siamo rientrate in albergo, e visto che nessuno diceva niente io ho domandato a una di loro (il Comodino, per intenderci) che intenzioni avessero per cena, visto che in albergo non c’era un ristorante e nei dintorni non avevo visto niente che assomigliasse a un posto dove mangiare. Lei casca dalle nuvole, fa la vaga, dice che ci sentiamo dopo. Solo che tre ore dopo nessuno si era fatto vivo. Provo a mandare messaggi e a chiamare, ma naturalmente il simpatico logista non mi aveva ancora messo i soldi nel telefono (con buona pace della sicurezza...tanto siamo solo a 35 km dal confine con l'Afghanistan, che problema c'é???)  ...e quindi nada...  (Ma io dico, no, i logisti di tutto il mondo hanno due cose da fre nella vita: procurare un telefono a chi arriva da fuori per una visita, e caricargli il telefono in modo che possano usarlo mentre sono nel paese. Ma perché nessun logista mai al mondo é in grado di fare queste due semplici operazioni?? Mai, senza che uno glie lo debba chiedere tre volte, possibilmente in un paio di lingue e magari anche per iscritto???).

Insomma, quando stavo ormai disperando, Comodino mi chiama per dirmi che stavamo per andare tutte e quattro fuori a cena, e quindi siamo andate in taxi in un ristorante ai confini dell’universo, abbastanza simpatico, tenuto conto che ci hanno messe all’aperto, di fronte a una fontana tutta tempestata di lucine colorate e sotto una tettoia che si é poi rivelata una cascata artificiale... 

La cena é stata simpatica, sempre il solito menù anche se stavolta sono riuscita a trovare un paio di tranci di pesce alla griglia e una coppa di gelato alla vaniglia (S. risparmiati i commenti sulla vaniglia, please...). E poi le mie donnine mi hanno stupita sfoderando l’ordine di una bottiglia di vino bianco! Perché pare che in certi ristoranti si possa trovare l’alcool, anche se non é molto frequente, e loro tre, se non sono sotto gli occhi di mariti e famigliari, non si privano di qualche bicchierino qua e là. E brave le mie signore!

Da quello che ho capito, sono tutte e tre piuttosto emancipate: non coprono i capelli, non pregano 5 volte al giorno, indossano abiti occidentali, parlano inglese, viaggiano e vanno in giro per conto loro. Mi hanno spiegato che i vestiti tradizionali costano molto di più di quelli occidentali, e quindi loro preferiscono vestirsi più comode. Il che non credo sia proprio visto di cattivo occhio, pero’ il 99% delle donne che vedi in giro, di ogni età, veste con tunica lunga, pantaloni e turbante in testa, quindi evidentemente quella é la tendenza più diffusa. 

Anche se il turbante sembra più decorativo che altro, non é come in medio oriente che se ti scappa una ciocca di capelli chiedi scusa e corri a sistemarti; qui i capelli li mostrano eccome, li fanno scendere fuori dal foulard (l'acconciatura alla Romina Power va ancora tantissimo), ma comunqie la testa la coprono (a parte, naturalmente, le mie donnine!).
Certo che a pensarci fa riflettere: gli uomini, in genere, in segno di rispetto si tolgono il cappello, e le donne invece devono mettersi il velo...non sarà un po' contraddittorio?? La testa nuda, o é offensiva o non lo é, vi pare??





















E comunque anche li, i pregiudizi istintivi... Vedi (almeno io, vedo) queste donne vestite con sti tuniconi e il foulard in testa, e pensi:  “Poverine, sembrano delle contadine, chissà come vorrebbero potersi permettere dei vestiti più moderni...”. E invece loro non solo sono contente cosi’, ma probabilmente più il foulard in testa é voluminoso e visibile, più é segno di appartenenza sociale, altro che contadine! Se poi le guardi bene, i tessuti con cui sono fatti quei vestiti sono sgargianti e preziosi, con bordi ricamati e fili d’oro che brillano a ogni passo. E noi che vestiamo H&M e ci sentiamo fighe... Poi mi dico: ma se di giorno sono tutte cosi’ eleganti, come diamine si vestono la sera? O per un matrimonio??? Non oso immaginarlo...

E insomma, mi sono goduta la serata in compagnia, già sapendo che domani dopo il training le mie donnine mi abbandoneranno, se ne tornano a Dushanbe e io mi faro’ una serata in solitaria, e poi tutta la domenica!!! Si perché Lunedi’ ho degli altri sopralluoghi e poi se dio vuole martedi’ rientro anch’io IN CAPITALE. Ma domenica non ci sarà nessuno che parla inglese, e io, senza macchina, saro’ bloccata nella mia fantastica stanza d’albergo, in mezzo al nulla, con una connessione internet che sembra trainata da una tartaruga, e nemmeno un film da vedere! Perché sono stata cosi’ imbecille da presumere che ci fossero un sacco di cose da visitare, e quindi non mi sono portata nemmeno un film***! Oddio, già tremo al pensiero della mia lunghiiisssiiima domenica...sigh... 

Oggi siamo state al centro conferenze (Centro Conferenze!!uahuhauha!!!) tutto il giorno per il mio training, che é andato discretamente bene, anche se nessuno capiva una parola di quello che dicevo e mi auguro che il traduttore abbia fatto un buon lavoro...
Solo che le mie donnine sono completamente inutili! Ancora una volta, ho dovuto estorcere tutte le informazioni pratiche ovvie, e loro che cascavano dalle nuvole ogni volta. A metà training mi hanno detto che erano presenti i due ingegneri che dovranno poi occuparsi dei lavori per i quali io sto facendo i sopralluoghi! E dirlo prima no? Ho dovuto chiedere io che me li presentassero, senno’ a loro mica veniva in mente! Ho dovuto chiedere tre volte che contattassero il famoso inutile logista perché mi caricasse il telefono... Poi a fine giornata ancora non sapevo se avrei avuto una macchina per domani oppure no, né come avevano organizzato per lunedi’, il mio viaggio verso Khovaling (altro posto che promette meraviglie fin dal nome...). Insomma, una fatica nella fatica, ma dico io, il vostro ruolo é quello di supporto e accompagnamento, vabbé che siete simpatiche e cordiali e ridete un sacco, ma volete capire che una volta partite voi io non potro’ piu comunicare con nessuno, che non ho un mezzo di trasporto, che in sta città non c’e’ niente di niente e che non ho idea di dove andare e cosa fare???

Infatti in sta città non ha proprio niente, ci sono dei larghi vialoni alberati con un palazzo qui e un palazzo là, con tipo 2 chilometri tra uno e l’altro. Molti sono condomini dell’era comunista, in condizioni piuttosto precarie. Alcuni hanno dei negozi al piano terra, ma in puro stile ex sovietico, sono concepiti per l’inverno, quando c’é un metro di neve e ti si congelano le budella, e quindi le vetrine sono minuscole e coperte da cartoni o da teli di plastica per tenere fuori il freddo.
Me li ricordo alla periferia di Mosca, erano tutti cosi’, e per sapere che dietro a quella porta c’era un panettiere o un alimentari dovevi o saper leggere il cirillico, oppure aprire la porta e avventurarti dentro. Ecco, qui é la stessa cosa. Solo che siamo in estate, e uno vorrebbe passeggiare per la strada ma non c’é assolutamente niente da vedere, non puoi guardare le vetrine, perché le vetrine sono tutte coperte!






















Ad un certo punto, dopo essere tornata in albergo (albergo!!! uahuhauhuah) sono uscita per cercare qualcosa da mangiare e ho trovato lungo la via alcuni di questi negozi. Sono entrata in un alimentari ed era una stanza, con gli scaffali quasi vuoti e una varietà di prodotti che andava dal mais in scatola alle sardine in scatola ai biscotti secchi alle patatine...Sarà una cena interessante, la mia...

Sto paese é proprio rustico, sperduto, molto diverso da quello che mi aspettavo. Ma lo dico soprattutto perché, da quel poco che ho visto di Dushanbe, la capitale non mi sembra tanto diversa...Vedremo...


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PS: tanto per aggiungere il danno alla beffa, vi dico solo che mentre io me ne stavo a morire di pizzichi senza un film, visto che avevo lasciato per la prima volta in vita mia i miei hard drive a casa, nel frattempo i simpatici ladri sfondavano la porta e si portavano via computer portatile E hard drive, oltre a varie altre cosine... S. tornando a caas ha trovato la bella sorpresa, e io mi sono ritrovata in un momento senza piu nemmeno una foto, un file, un ricordo degli utlimi 15 anni della mia vita... Sto Tajikistan é stato una simpatica missione in tutti i sensi! 

Friday, 22 June 2018

In Kulob al mondo...


E mai modo di dire fu piu appropriato...

Sono arrivata stamattina con le mie 3 donnine in questo posticino ameno, sperduto a est del Tajikistan. Ci sono volute tre ore per arrivare, stipati in 5 in una macchina, e durante il viaggio mi pareva di essere in gita scolastica: non hanno smesso un attimo di sganasciarsi dalle risate, beate loro... Io, a parte che non capivo una minchia (e meno male, ad un certo punto pare stessero parlando di quale animale assomiglia di più ai loro mariti...), ero troppo occupata a respirare, visto che ero spiaccicata tra lo sportello e il posteriore di una di loro, non esattamente filiforme.

Le mie donnine sono tre signore tra i 50 e i 60 anni, che mi sono ritrovata in ufficio ieri quando sono arrivata, dopo un viaggio infernale con arrivo alle 3h30 del mattino seguito da una coda di un’ora e mezza per avere il visto...Volevo morire... Loro sono le tre responsabili dell’organizzazione che mi ospita qui, e sono tre tipe piuttosto particolari, a dir poco...
Mentre mi stritolavano in macchina, mi é tornato in mente il discorso che hanno fatto ieri, a pranzo...tipo che questa tipa é fortunata perché ha proprio un bel corpo, e le altre la invidiano per le sue belle curve... Per carità, la signora é molto gentile, ha un viso particolarissimo, molto scura, con gli occhi bistrati e una bella bocca rossa, puo’ pure essere affascinante in effetti... Ma dio santo, é quadrata! A me sembra un comodino, ha due tettone enormi che le spuntano a punta da sotto il mento, vita e fianchi sono un tutt’uno...Come fanno a dire che ha un bel corpo?? Mah, ancora una volta i gusti variano un sacco da paese a paese, e meno male! Sono contenta per lei...pero’, bah...

Comunque.

Arrivati a Kulob, siamo passati in ufficio, dove abbiamo recuperato l’interprete e due signori dello staff, e poi siamo andati a fare due sopralluoghi, in una scuola e poi alla sala conferenze dove terro’ il training domani. Dopodiché, uno dei due signori ci ha assolutamente volute a casa sua per pranzo, e quindi mi sono ritrovata in questa tipica casa tajika con le mie donnine. Ci siamo tolte le scarpe e ci hanno fatte accomodare in una stanza vuota, con tappeti a terra e un quadrato fatto di cuscini sui quali sedersi. Al centro del quadrato quella che sembrava, e poi si é rivelata, una tovaglia, su cui delle donne (ho dedotto fossero moglie e figlie del padrone di casa) hanno iniziato a depositare roba da mangiare. Non che il menù fosse molto allettante: un sacco di cetrioli e pomodori crudi, yogurt acido, della frutta. Poi hanno portato due forme di pane appena fatto in casa che erano una meraviglia, tonde e profumate. Poi sono arrivate le tazze di brodo, con dentro carne e verdure, e poi hanno portato la carne bollita, agnello, con altri cetrioli e altri pomodori. Alla fine, il solito té verde, poi ci hanno portato un catino in cui sciacquarci le mani, e poi tutti a casa.



















La cosa interessante é che non ci hanno veramente invitati a pranzo, ma piuttosto ci hanno nutriti...
La stanza dove stavamo era all’ingresso della casa, e quindi non siamo veramente entrati ‘dentro’ casa. Le donne ci hanno serviti, ma non si sono fermate con noi, né a mangiare né a chiacchierare. Quando dopo un po’ é arrivato il padrone di casa con gli altri due uomini, ci siamo riassestati attorno ai cuscini per far si’ che gli uomini fossero da un lato e le donne dall’altro. Mi hanno spiegato che normalmente uomini e donne stanno in stanze diverse, ma visto che eravamo tutti colleghi si poteva fare un’eccezione. 
Dal momento in cui il capo famiglia é arrivato, le donne non sono piu venute a servire, ed é apparso un figlio, sui 20 anni, che ha servito gli uomini in silenzio e con aria deferente. E tra una richiesta del padre e l’altra, stava in un angolo della stanza ad aspettare, giocando con il cellulare. Mah...

A questo punto ho iniziato a realizzare che il padrone di casa, uno dei membri dello staff di ME, era l’unico a portare sempre un cappellino nero con ricami bianchi; tanto che quando se lo leva, ha sulla pelata una chiarissima striscia bianca dove la testa non si é abbronzata perché coperta dal cappellino. E ho realizzato con quanta deferenza tutti si rivolgono a lui, non solo il figlio ma anche le altre persone, e ho capito che dev’essere una specie di leader comunitario, magari anche religioso. 






E’ curioso come quando arrivi in un paese nuovo, per te tutto é piatto, equivalente, ma poi, piano piano, certe cose cominciano a emergere dal fondo della tela e cominci a renderti conto delle relazioni tra le persone, di come si considerano tra di loro, anche dei rapporti di forza, cioé di tutte quelle cose che a primo impatto assolutamente ti erano invisibili.
Per esempio, ho notato in giro molte persone con i denti d’oro. Il che fa decisamente un po’ strano, soprattutto nelle bocche di donne relativamente giovani, che quando sorridono fanno impressione. E il mio primo riflesso é stato “poverine, pensa come devono sentirsi con ste bocche rovinate, probabilmente sono cosi’ povere che non possono permettersi dei denti come si deve”... E invece poi scopri che i denti d’oro sono uno status symbol! Che sono loro a volerli, e che oggi, siccome l’oro é troppo costoso, cominciano a farsi mettere i denti di ceramica, ma la considerano una degradazione, un nefasto influsso occidentale.


Poi c’é il caso del sopracciglio unico... Eh si, ha persino un nome ufficiale, unibrow... Tu vedi ste ragazze con dei sopracciglioni che Frida Khalo in confronto era glabra, e ti dici “poverine, pensa come devono sentirsi con ste facce rovinate, sembrano uomini di neanderthal, certo che la donna tajika non é proprio sto fiore...”. E poi scopri che se le disegnano a matita! Pure il sopracciglione é un segno di bellezza, e alcune di loro (non tutte per fortuna), cosi’ sfortunate da non averlo di natura, se ne procurano uno finto perché altrimenti sarebbero troppo sfigate!

...

Comunque.







Ridatemi Toto!

Il Vietnam e la musica non vanno d'accordo...decisamente... Da quando sono ad Hanoi (due settimane) e in particolare in albergo, mi stan...