Friday, 22 June 2018

In Kulob al mondo...


E mai modo di dire fu piu appropriato...

Sono arrivata stamattina con le mie 3 donnine in questo posticino ameno, sperduto a est del Tajikistan. Ci sono volute tre ore per arrivare, stipati in 5 in una macchina, e durante il viaggio mi pareva di essere in gita scolastica: non hanno smesso un attimo di sganasciarsi dalle risate, beate loro... Io, a parte che non capivo una minchia (e meno male, ad un certo punto pare stessero parlando di quale animale assomiglia di più ai loro mariti...), ero troppo occupata a respirare, visto che ero spiaccicata tra lo sportello e il posteriore di una di loro, non esattamente filiforme.

Le mie donnine sono tre signore tra i 50 e i 60 anni, che mi sono ritrovata in ufficio ieri quando sono arrivata, dopo un viaggio infernale con arrivo alle 3h30 del mattino seguito da una coda di un’ora e mezza per avere il visto...Volevo morire... Loro sono le tre responsabili dell’organizzazione che mi ospita qui, e sono tre tipe piuttosto particolari, a dir poco...
Mentre mi stritolavano in macchina, mi é tornato in mente il discorso che hanno fatto ieri, a pranzo...tipo che questa tipa é fortunata perché ha proprio un bel corpo, e le altre la invidiano per le sue belle curve... Per carità, la signora é molto gentile, ha un viso particolarissimo, molto scura, con gli occhi bistrati e una bella bocca rossa, puo’ pure essere affascinante in effetti... Ma dio santo, é quadrata! A me sembra un comodino, ha due tettone enormi che le spuntano a punta da sotto il mento, vita e fianchi sono un tutt’uno...Come fanno a dire che ha un bel corpo?? Mah, ancora una volta i gusti variano un sacco da paese a paese, e meno male! Sono contenta per lei...pero’, bah...

Comunque.

Arrivati a Kulob, siamo passati in ufficio, dove abbiamo recuperato l’interprete e due signori dello staff, e poi siamo andati a fare due sopralluoghi, in una scuola e poi alla sala conferenze dove terro’ il training domani. Dopodiché, uno dei due signori ci ha assolutamente volute a casa sua per pranzo, e quindi mi sono ritrovata in questa tipica casa tajika con le mie donnine. Ci siamo tolte le scarpe e ci hanno fatte accomodare in una stanza vuota, con tappeti a terra e un quadrato fatto di cuscini sui quali sedersi. Al centro del quadrato quella che sembrava, e poi si é rivelata, una tovaglia, su cui delle donne (ho dedotto fossero moglie e figlie del padrone di casa) hanno iniziato a depositare roba da mangiare. Non che il menù fosse molto allettante: un sacco di cetrioli e pomodori crudi, yogurt acido, della frutta. Poi hanno portato due forme di pane appena fatto in casa che erano una meraviglia, tonde e profumate. Poi sono arrivate le tazze di brodo, con dentro carne e verdure, e poi hanno portato la carne bollita, agnello, con altri cetrioli e altri pomodori. Alla fine, il solito té verde, poi ci hanno portato un catino in cui sciacquarci le mani, e poi tutti a casa.



















La cosa interessante é che non ci hanno veramente invitati a pranzo, ma piuttosto ci hanno nutriti...
La stanza dove stavamo era all’ingresso della casa, e quindi non siamo veramente entrati ‘dentro’ casa. Le donne ci hanno serviti, ma non si sono fermate con noi, né a mangiare né a chiacchierare. Quando dopo un po’ é arrivato il padrone di casa con gli altri due uomini, ci siamo riassestati attorno ai cuscini per far si’ che gli uomini fossero da un lato e le donne dall’altro. Mi hanno spiegato che normalmente uomini e donne stanno in stanze diverse, ma visto che eravamo tutti colleghi si poteva fare un’eccezione. 
Dal momento in cui il capo famiglia é arrivato, le donne non sono piu venute a servire, ed é apparso un figlio, sui 20 anni, che ha servito gli uomini in silenzio e con aria deferente. E tra una richiesta del padre e l’altra, stava in un angolo della stanza ad aspettare, giocando con il cellulare. Mah...

A questo punto ho iniziato a realizzare che il padrone di casa, uno dei membri dello staff di ME, era l’unico a portare sempre un cappellino nero con ricami bianchi; tanto che quando se lo leva, ha sulla pelata una chiarissima striscia bianca dove la testa non si é abbronzata perché coperta dal cappellino. E ho realizzato con quanta deferenza tutti si rivolgono a lui, non solo il figlio ma anche le altre persone, e ho capito che dev’essere una specie di leader comunitario, magari anche religioso. 






E’ curioso come quando arrivi in un paese nuovo, per te tutto é piatto, equivalente, ma poi, piano piano, certe cose cominciano a emergere dal fondo della tela e cominci a renderti conto delle relazioni tra le persone, di come si considerano tra di loro, anche dei rapporti di forza, cioé di tutte quelle cose che a primo impatto assolutamente ti erano invisibili.
Per esempio, ho notato in giro molte persone con i denti d’oro. Il che fa decisamente un po’ strano, soprattutto nelle bocche di donne relativamente giovani, che quando sorridono fanno impressione. E il mio primo riflesso é stato “poverine, pensa come devono sentirsi con ste bocche rovinate, probabilmente sono cosi’ povere che non possono permettersi dei denti come si deve”... E invece poi scopri che i denti d’oro sono uno status symbol! Che sono loro a volerli, e che oggi, siccome l’oro é troppo costoso, cominciano a farsi mettere i denti di ceramica, ma la considerano una degradazione, un nefasto influsso occidentale.


Poi c’é il caso del sopracciglio unico... Eh si, ha persino un nome ufficiale, unibrow... Tu vedi ste ragazze con dei sopracciglioni che Frida Khalo in confronto era glabra, e ti dici “poverine, pensa come devono sentirsi con ste facce rovinate, sembrano uomini di neanderthal, certo che la donna tajika non é proprio sto fiore...”. E poi scopri che se le disegnano a matita! Pure il sopracciglione é un segno di bellezza, e alcune di loro (non tutte per fortuna), cosi’ sfortunate da non averlo di natura, se ne procurano uno finto perché altrimenti sarebbero troppo sfigate!

...

Comunque.







No comments:

Post a Comment

Ridatemi Toto!

Il Vietnam e la musica non vanno d'accordo...decisamente... Da quando sono ad Hanoi (due settimane) e in particolare in albergo, mi stan...