E mai modo di
dire fu piu appropriato...
Sono arrivata stamattina con le mie 3 donnine in questo posticino ameno, sperduto
a est del Tajikistan. Ci sono volute tre ore per arrivare, stipati in 5 in una
macchina, e durante il viaggio mi pareva di essere in gita scolastica: non hanno
smesso un attimo di sganasciarsi dalle risate, beate loro... Io, a parte che
non capivo una minchia (e meno male, ad un certo punto pare stessero parlando
di quale animale assomiglia di più ai loro mariti...), ero troppo occupata a
respirare, visto che ero spiaccicata tra lo sportello e il posteriore di una di
loro, non esattamente filiforme.
Le mie donnine sono tre signore tra i 50 e i 60 anni, che mi sono ritrovata
in ufficio ieri quando sono arrivata, dopo un viaggio infernale con arrivo alle
3h30 del mattino seguito da una coda di un’ora e mezza per avere il
visto...Volevo morire... Loro sono le tre responsabili dell’organizzazione che
mi ospita qui, e sono tre tipe piuttosto particolari, a dir poco...
Mentre mi stritolavano in macchina, mi é tornato in mente il discorso che
hanno fatto ieri, a pranzo...tipo che questa tipa é fortunata perché ha proprio
un bel corpo, e le altre la invidiano per le sue belle curve... Per carità, la
signora é molto gentile, ha un viso particolarissimo, molto scura, con gli
occhi bistrati e una bella bocca rossa, puo’ pure essere affascinante in
effetti... Ma dio santo, é quadrata! A me sembra un comodino, ha due tettone enormi
che le spuntano a punta da sotto il mento, vita e fianchi sono un tutt’uno...Come
fanno a dire che ha un bel corpo?? Mah, ancora una volta i gusti variano un
sacco da paese a paese, e meno male! Sono contenta per lei...pero’, bah...
Comunque.
Arrivati a Kulob, siamo passati in ufficio, dove abbiamo recuperato l’interprete
e due signori dello staff, e poi siamo andati a fare due sopralluoghi, in una
scuola e poi alla sala conferenze dove terro’ il training domani. Dopodiché,
uno dei due signori ci ha assolutamente volute a casa sua per pranzo, e quindi
mi sono ritrovata in questa tipica casa tajika con le mie donnine. Ci siamo tolte
le scarpe e ci hanno fatte accomodare in una stanza vuota, con tappeti a terra
e un quadrato fatto di cuscini sui quali sedersi. Al centro del quadrato quella
che sembrava, e poi si é rivelata, una tovaglia, su cui delle donne (ho dedotto
fossero moglie e figlie del padrone di casa) hanno iniziato a depositare roba
da mangiare. Non che il menù fosse molto allettante: un sacco di cetrioli e
pomodori crudi, yogurt acido, della frutta. Poi hanno portato due forme di pane
appena fatto in casa che erano una meraviglia, tonde e profumate. Poi sono
arrivate le tazze di brodo, con dentro carne e verdure, e poi hanno portato la
carne bollita, agnello, con altri cetrioli e altri pomodori. Alla fine, il
solito té verde, poi ci hanno portato un catino in cui sciacquarci le mani, e
poi tutti a casa.
La cosa interessante é che
non ci hanno veramente invitati a pranzo, ma piuttosto ci hanno nutriti...
La stanza dove stavamo era all’ingresso della casa, e quindi non siamo
veramente entrati ‘dentro’ casa. Le donne ci hanno serviti, ma non si sono
fermate con noi, né a mangiare né a chiacchierare. Quando dopo un po’ é
arrivato il padrone di casa con gli altri due uomini, ci siamo riassestati
attorno ai cuscini per far si’ che gli uomini fossero da un lato e le donne
dall’altro. Mi hanno spiegato che normalmente uomini e donne stanno in stanze
diverse, ma visto che eravamo tutti colleghi si poteva fare un’eccezione.
Dal momento in cui il capo famiglia é arrivato, le donne non sono piu venute a servire, ed é apparso un figlio, sui 20 anni, che ha servito gli uomini in silenzio e con aria deferente. E tra una richiesta del padre e l’altra, stava in un angolo della stanza ad aspettare, giocando con il cellulare. Mah...
Dal momento in cui il capo famiglia é arrivato, le donne non sono piu venute a servire, ed é apparso un figlio, sui 20 anni, che ha servito gli uomini in silenzio e con aria deferente. E tra una richiesta del padre e l’altra, stava in un angolo della stanza ad aspettare, giocando con il cellulare. Mah...
A questo punto ho iniziato a realizzare che il padrone di casa, uno dei
membri dello staff di ME, era l’unico a portare sempre un cappellino nero con
ricami bianchi; tanto che quando se lo leva, ha sulla pelata una chiarissima
striscia bianca dove la testa non si é abbronzata perché coperta dal
cappellino. E ho realizzato con quanta deferenza tutti si rivolgono a lui, non
solo il figlio ma anche le altre persone, e ho capito che dev’essere una specie
di leader comunitario, magari anche religioso.
E’ curioso come quando arrivi in un paese nuovo, per te tutto é piatto, equivalente,
ma poi, piano piano, certe cose cominciano a emergere dal fondo della tela e
cominci a renderti conto delle relazioni tra le persone, di come si considerano
tra di loro, anche dei rapporti di forza, cioé di tutte quelle cose che a primo
impatto assolutamente ti erano invisibili.
Per esempio, ho notato in giro molte persone con i denti d’oro. Il che fa
decisamente un po’ strano, soprattutto nelle bocche di donne relativamente
giovani, che quando sorridono fanno impressione. E il mio primo riflesso é
stato “poverine, pensa come devono sentirsi con ste bocche rovinate,
probabilmente sono cosi’ povere che non possono permettersi dei denti come si
deve”... E invece poi scopri che i denti d’oro sono uno status symbol! Che sono
loro a volerli, e che oggi, siccome l’oro é troppo costoso, cominciano a farsi
mettere i denti di ceramica, ma la considerano una degradazione, un nefasto
influsso occidentale.
Poi c’é il caso del sopracciglio unico... Eh si, ha persino un nome
ufficiale, unibrow... Tu vedi ste ragazze con dei sopracciglioni che Frida
Khalo in confronto era glabra, e ti dici “poverine, pensa come devono sentirsi
con ste facce rovinate, sembrano uomini di neanderthal, certo che la donna
tajika non é proprio sto fiore...”. E poi scopri che se le disegnano a matita!
Pure il sopracciglione é un segno di bellezza, e alcune di loro (non tutte per
fortuna), cosi’ sfortunate da non averlo di natura, se ne procurano uno finto
perché altrimenti sarebbero troppo sfigate!
...




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