Tuesday, 19 December 2017

Riflessioni Ruandesi

Dicembre 2017

Finalmente in aeroporto !
Sono reduce da una settimana intensa a Kigali per un seminario interno della mia organizzazione e sinceramente non vedevo l’ora di poter essere da qualche parte da sola, in silenzio’ senza dover parlare con uno o l'altro di lavoro,progetti, strategie, approcci eccetera…non ne potevo più !

E' stato tutto molto interessante e ben organizzato, però 5 giorni con le stesse persone mattina sera e pomeriggio, oltretutto colleghi, alla fine e’ un po', diciamo, soffocante.
Anche se tutti sono interessanti e simpatici, ho avuto modo di approfondire conoscenze gradevoli, ho imparato un sacco di cose che immagino mi saranno utili…ma quando cominci a guardare con timore chiunque ti si avvicini per paura che ti ponga un quesito lavorativo o ti cominci a parlare di progetti o budget, bé é arrivato il momento di tornare a casa.

E' stato bello comunque, l'albergo era molto carino e io non ero mai stata in Rwanda, e anche se ho visto poco, chiusi come siamo stati nella sala conferenze per quasi tutto il tempo, abbiamo comunque avuto modo di uscire un po', fare qualche passeggiata attorno all'hotel, provare qualche ristorante e visitare un paio di mercatini.

Kigali mi ha molto ricordato Port au Prince, in termini di paesaggio:i colori, tanto verde e terra rossa, e le (mille) colline, le strade tortuose che si inerpicano in mezzo alle casette, il traffico, i fiori grassi e sgargianti, il clima umido ma non sgradevole. Certo, niente mare all'orizzonte qui, ma a parte quello la sensazione di déjà vu era forte.


Però con una differenza abissale, con Haiti e con tutte le altre città africane che ho visitato:qui non c’è una sola carta per terra, pare la Svizzera, é tutto lindo e pulito, fa impressione, non esagero quando dico che non c’è n’e’ nemmeno una!


All’inizio non capivo cosa c’era che mi suonava strano nel paesaggio, e quando l'ho capito mi è venuto un colpo. D'altra parte quando stai per atterrare il pilota ti dice che è vietato importare in Rwanda i sacchetti di plastica, quindi non c’e’ da stupirsi più di tanto che siano molto rigorosi sulla ecologia. Però e’ un flash, in Africa ! E in effetti in nessun negozio ti danno le buste di plastica, solo ed esclusivamente sacchetti di carta. Certo, poi durante il seminario noi avremo consumato almeno 300 bottigliette di acqua di plastica, che invece non sono vietate. Ma non so che fine facciano, se se le mangiano o le riciclano davvero, però certo è che non c’è n è una buttata sul marciapiede o sul prato.

Guardandoti in giro vedi anche che e un paese tendenzialmente ricco, credo che esportino molto caffé, ma in ogni caso non si vede, almeno qui, un livello avanzato di povertà, ci sono molti quartieri residenziali, molte strade sono asfaltate e la corrente non sembra mancare spesso. In piu come paese pare siano anche molto evoluti dal punto di vista della lotta alla corruzione e alla delinquenza, tant'é che vai in giro a piedi di notte senza alcun problema, non c’è coprifuoco né misure di sicurezza da rispettare...un paradiso insomma.


Hanno addirittura i cani antidroga all aeroporto, visto che hanno una linea molto dura anche su questo. Certo, il controllo viene fatto su una piattaforma sotto una tenda in mezzo alla strada, ma questo nulla toglie al loro pugno di ferro contro anche questa piaga della società. Sono diventati i miei eroi!
A quanto ne so, il presidente é un tantino dittatoriale e non so che fine facciano i suoi oppositori, però devo dire che a una lettura molto superficiale il paese che ha creato sembra un luogo molto sviluppato e con grandi potenzialità.

Non ho avuto modo di documentarmi prima di venire, ma credo che dopo il genocidio, quando hanno dovuto rimettere insieme i cocci di una società che non esisteva più, siano andati col pugno di ferro sia per quel che riguarda la riconciliazione interna che riguardo a tutta una serie di opere di modernizzazione che decisamente sono visibili un po' ovunque.


Invece c’è qualcosa di non visibile, che però è ovunque e fa molta impressione.

Ed è il fatto, banale ma nondimeno potente, che ovunque ti giri vedi facce di persone che vent’anni fa hanno vissuto il genocidio. E fa impressione da morire perché gente della mia età all epoca aveva vent’anni, e mentre la mia unica preoccupazione era prendere bei voti agli esami, uscire con le amiche e andare in vacanza, io qui sono passata accanto per la sttrada a uomini e donne che hanno quasi certamente visto uccidere sotto i loro occhi la madre o i fratelli o il migliore amico, o tutti quanti...forse sono stati torturati dai colleghi di lavoro o dal benzinaio sotto casa, probabilmente hanno dovuto nascondersi, e hanno passato mesi con il terrore di essere catturati e uccisi, e forse a un certo punto hanno anche avuto il desiderio di morire pur he tutto quello orrore finisse.

E sono anche passata accanto a chi le torture le ha inflitte, a chi ha macellaio a colpi di machete il vicino di casa o ha massacrato di botte i figli del venditore di frutta sotto i suoi occhi, personeche per mesi hanno dimenticato di essere umane e si sono trasformate, da un momento all’altro, in bestie sanguinario e senza pietà, per poi tornare a essere il lattato o la parrucchiera.

E' agghiacciante pensare che tutto questo sia accaduto, senza che nessuno facesse niente per fermare il macello. Ed è agghiacciante anche pensare che le stesse persone convivono di nuovo, dio solo sa come. Uno può andare alla posta e trovare allo sportello l'uomo che ti ha torturato, o incontrare tutti i giorni sull'autobus il vicino che ha massacrato i tuoi genitori, e riescono a sopravvivere, a tirare dritto, a ingoiare il bolo e andare al lavoro o al mercato, fianco a fianco. Questo è forse ancora più inimmaginabile che la violenza e la morte che sono state sparse qui senza logica, senza ragione. Questo perché pare che dopo i processi e le condanne, chi si é pentito ha avuto il diritto di tornare libero, di uscire dal carcere e ricominciare la sua vita, spesso tornando nella sua casa accanto al vicino che aveva massacrato.


Come si fa ad arrivare a un perdono che ti consenta di continuare a vivere a fianco dei tuoi carnefici, giorno dopo giorno? Quale forza può essere capace di trattenere un popolo distrutto dalla vendetta? Io non credo che alcuna fede o alcun pensiero di futuro e di pace per i miei figli avrebbe potuto farmi accettare una cosa del genere, eppure in questo paese la gente che è sopravvissuta vive così ogni giorno. E tu sai che sono tutti li attorno a te, non c’è n è uno che non abbia vissuto tutto questo, tu non lo vedi, non sai cosa, ma loro c’è l'hanno dentro e ci vivono insieme tutti i giorni.
Mi chiedo quali tensioni si nascondano sotto la superficie...

Il memoriale e soltanto un luogo di ricordo, di vicinanza per chi ha perso tutta la famiglia e non ha altro luogo per piangere, di ricordo di facce e nomi e cibo preferito, e causa della morte...e un luogo tragico che ti spacca lo stomaco, ovviamente, ma camminare per la strada è altrettanto inquietante, se ascolti la vibrazione di fondo che è giusto li, dietro alle cose immediatamente visibili...

Sunday, 5 November 2017

30 giorni ha Novembre...e anche un sacco di altre cose! (AKA Missione in Tunisia)



Insomma, si, non si puo dire che il mese di Novembre sia un mese tranquillo per la sottoscritta...Troppe cose stanno succedendo, non negative, ma insomma, tutte insieme pero’!

Tanto per cominciare, la mia capa ha dato le dimissioni! Me lo ha annunciato a settembre, quando sono rientrata dalle ferie, e mi é preso un mezzo colpo...A parte che senza di lei alla guida della nostra unità sarà molto complicato comunicare e gestire le varie cose di cui ci occupiamo; a parte che senza i suoi input concettuali e la sua memoria storica dell’organizzazione sarà difficile mantenere la rotta, in questo mare di teorie, opinioni, punti di vista, ecc.; e a parte che mi dispiace proprio, da un punto di vista umano.... MA CHE CAVOLO!!!! Quindi è una cosa mia?? Ma porto sfiga per caso? Va bene una volta, avere una capa che prende il volo senza dire niente a nessuno... Va bene due volte, avere una persona da formare che dopo due mesi leva le ancore e mi molla nel casino... Ma tre volte di seguito mi sembra un po’ esagerato, no??? Dev’essere proprio un incubo lavorare con me... aaargghhh






Oltretutto le sue dimissioni arrivano in un momento di casino generale, é in atto una riorganizzazione generale che nessuno sa bene dove porterà ma che sicuro avrà come conseguenza un rimescolamento dei vari uffici, una ridistribuzione delle responsabilità e insomma un gran casino di gente che non sa più a chi deve rendere conto e come deve lavorare. Come conseguenza, al momento noi abbiamo non piu’ uno ma ben 3 manager, e cioe’ in pratica nessuno... Quindi i prossimi mesi saranno molto molto divertenti.

Poi, che dire, dopo 8 mesi di silenzio, pare che tutti si siano svegliati adesso, mi hanno chiesto di andare, tra adesso e fine dicembre, in Tunisia, in Marocco, in Mozambico, in Libano, in Rwanda... Ma si dai, chi offre di piu’? Perché non metterci anche la Bolivia e magari il Laos, tanto per shekerarmi anche verso Est e Ovest oltre che verso Sud?... 
Mah, non credo (anzi spero) che nemmeno la metà di tutto questo si concretizzerà in questi tempi, ma intanto sono sospesa tra tutto quello che devo fare qui in sede e sta nuvola confusa di missioni, che in teoria dovrei anche preparare un minimo, a un certo punto, gentilmente...

Almeno so per certo che andro’ in Rwanda prima di Natale (ho già preso il biglietto, quindi non mi fregano piu!) e mi sono tolta la Tunisia questa settimana, yuppi! 

E si, avete capito bene! Siamo qui testimoni di un evento epocale! Quella che sembrava essere una legge universale, come la gravità o l'elettromagnetismo, é stata infine smentita dall'osservazione empirica, e da oggi i libri di scuola dovranno essere riscritti: Erika é abilitata ad andare per lavoro anche in quella metà del mondo nella quale è già stato suo padre!!! Incredibile, ci sono voluti piu' di 10 anni per smentire la legge fisica che suggeriva il contrario, ma alla fine ce l'abbiamo fatta, il Nobel è nostro! :D

A parte scherzi, é incredibile che per tutto questo tempo non sia capitato, mai una singola volta, che io dovessi andare in un posto già visitato da mio padre...eppure di mondo ne ha visto parecchio in 40 anni di lavoro! E' stato dappertutto in Africa, in un sacco di posti in Asia, ovunque in Europa, e nonostante questo io sono riuscita a inanellare tutti e soli i paesi in cui lui non ha mai messo piede: Burkina, Ciad, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Madagascar, Palestina, Haiti... Manco se lo avessi fatto apposta ci sarei riuscita! Ma adesso la 'maledizione' é interrotta, visto che sono stata in Tunisia!!! E da oggi, mi si aprono le porte di quell'altrà metà del mondo che prima mi era preclusa... c'é di che brindare! :D 

Comunque, tornando al mio viaggio, é stato un girotondo frenetico, visto che mi hanno confermato il viaggio giovedi’ pomeriggio, sono partita lunedi’ mattina e sono tornata venerdi’ pomeriggio... E in tre giorni e mezzo, oltre a dover improvvisare una riunione con tutti i partner e il capo missione, mi sono sparata 6+6 ore di macchina per andare a visitare dei progetti che abbiamo a Gabès, 500km a sud di Tunisi... Una passeggiata di salute insomma... 

Mi dispiace pero', perché con queste tempistiche non sono riuscita ad approfondire niente, ho visto tutto di corsa, non ho avuto modo di discutere bene con nessuno, e pure il mio contributo è stato un po’ miserello su certi temi... Non ho ancora abbastanza esperienza per poter fare una consulenza cosi’ sui due piedi, e dire pure delle cose intelligenti...
Ma almeno tutta la parte di analisi del contesto é stata molto interessante e credo di aver dato una spinta in avanti abbastanza buona verso la nuova strategia del programma Tunisia per i prossimi anni.

E peccato anche perché non ho avuto modo di vedere quasi niente... La strada Tunisi-Gabès é quasi tutta autostrada, e il paesaggio é brullo ma non particolarmente caratterizzato. Ci sono un sacco di ulivi in compenso, chilometri e chilometri.




















Per il resto, Tunisi mi é sembrata molto simile a quello che ho visto in Medio Oriente, tipo Amman o Ramallah, anche se meno bianca e piu' grigia: qui non c'è la pietra calcarea con cui in Palestina e dintorni rivestono tutte le costruzioni, e predomina piuttosto il cemento (in questo piu' simile a Gaza). Insomma, non mi stupisce che Maghreb e Medio Oriente non siano in apparenza molto diversi, con il vantaggio che la Tunisia é molto moderna, aperta, tollerante, e Tunisi in particolare é una metropoli in cui trovi di tutto e puoi fare qualsiasi cosa.

Ed é a un'ora di volo da Roma, due da Lione e poco piu' dall'inghilterra :)







































Per concludere, come se non bastasse la tensione del lavoro a tenermi sulle spine, mentre ero in Tunisia ho ricevuto anche la bella notizia che la mia simpaticissima padrona di casa (quella che mi subaffitta l’appartamento) mi sbatte fuori per due giorni a fine mese perché deve fare il trasloco comoda... E il fatto che io debba andare in albergo, pagarmi una stanza mentre le pago anche l’affitto, e caricarmi le mie cose e pure S. (che per fortuna sarà con me in quel momento), le sembra non solo normalissimo ma addirittura dovuto... Mah... Sono giorni che mi rodo il fegato su questa cosa, che mi sembra completamente fuori dal mondo, scorretta, irrispettosa e prepotente. Ma almeno ho avuto la conferma che posso subentrare come affittuaria ufficiale, e quindi a partire dal 1 dicembre nessuno potra’ piu’ trattarmi come un ospite in casa mia. Non vedo l’ora.

Vabbé, sara’ meglio che vada a lavorare un po’, é domenica ma ho talmente tante cose da fare, e poi il tempo é grigio e ventoso, quindi tanto vale restare in casa e fare qualcosa di utile...

A la prochaine!




Tuesday, 13 June 2017

Alla faccia dei dintorni...cominciamo con Washington :)




Ok, ve lo concedo, dire che Washington fa parte dei ‘dintorni’ di Lione puo sembrare un tantino azzardato... Ma se qualcuno ha in mente quello che ho pubblicato di recente su facebook, capirà che c’é una logica in tutto questo, e che sto rivisitando il concetto di vicinanza...

Allora, sono qui per seguire una conferenza internazionale che durerà tre giorni, sono arrivata ieri sera e oggi é stata la prima estenuante ma interessante giornata.
Ma tranquilli, non vi annoiero’ con i dettagli di questo fantastico evento, la cosa importante per i miei (!!!) lettori é che in questo momento sono seduta su un lato del podio del Lincoln Memorial, con la schiena poggiata a una colonna e i piedi che fumano, aspettando il tramonto (e di rifiatare), rivolta verso il fiume Potomac, con in sottofondo il soave rombo degli aerei che mi passano sulla testa ogni 2 minuti manco fossimo a Ciampino... Si perché l’aeroporto é a un paio di km da qui e gli aerei sono già così bassi che puoi vedere il colore della barba del pilota… E siccome il Pentagono é dall’altro lato del fiume, a un tiro di schioppo dall’aeroporto, ti domandi come mai si siano stupiti quando un aereo ci è, diciamo cosi’, atterrato sopra qualche annetto fa… Alla faccia delle misure di sicurezza...

Sta città é strana... non che abbia visto un granché, sono arrivata ieri tardo pomeriggio (che per me era l’una di notte, dopo 16 ore di viaggio), e oggi sono scappata solo alle 6 dalla mia conferenza (si, lo ammetto, stavolta ho mandato a quel paese la mia coscienza professionale e non sono rimasta fino alla fine... non ne potevo più, e d’altra parte, ma che gli dovevo dire a quelli, in uno speed dating professionale??? Lo so, sono una frana per il networking, ma sono qui, mi sono sparata 8 ore di conferenza, e quindi ho deciso che potevo fare sega e concedermi un giretto turistico). 

Insomma, sono partita gambe in spalla e mi sono fatta sta passeggiata di salute... Meno male che era già tardi, perché se avessi dovuto farmela sotto il sole del pomeriggio finivo arrostita..
Sto National Mall, che non é un centro commerciale nonstante il nome (e già questo...), e che dovrebbe racchiudere tutta l’essenza dell americanità, in pratica è un immenso pratino all’inglese che separa  e collega i monumenti nazionali americani più importanti: il Capitol, il Washington Memorial, il Lincoln Memorial e la Casa Bianca.

Solo che, megalomani come sono, ci hanno messo tipo 2 km tra un monumento e l’altro, 2 km fatti solo di sto pratino inglese... Sti babbioni sono convinti di aver creato la scenografia perfetta per mettere in atto la rappresentazione del potere e della grandezza; un’infilata prospettica di edifici monumentali, un paio di incroci tra assi visivi, et voilà, fatto il giochino.
Peccato pero’ che, evidentemente, quando a scuola insegnavano belle arti sti impiastri dormivano o giocavano a tirarsi i cartoccetti... Perché qui l’unico risultato che hanno ottenuto, a mio modestissimo parere, é che mentre tu sei li’ che arranchi sotto il sole sul famoso pratino per passare da un monumento all’altro, sudato e paonazzo, con i piedi che ti si scartavetrano nelle scarpe, l’unica cosa che fai é tirare giù tutti i santi del paradiso in ordine inverso. 

Anche perché sti cacchio di monumenti (e fossero almeno interessanti, invece sono copie disneyane di edifici antichi greci e romani) sono davvero troppo lontani tra loro... Mentre sei li che ti trascini per avvicinarti, hai l’impressione che invece quello si allontani, e tu passi 5, 10, 15 minuti della tua vita con l’immagine del (per esempio) Lincoln Memorial stampato sulla tua retina, associato indelebilmente a un senso di prostrazione e sfinimento senza fine... E questa mezz’ora di sfacchinata, se sei atletico e in buona salute, durante la quale non vedi altro che il bastardo monumento e il famoso pratino, ti lascia tutto il tempo non solo per scordarti della presunta monumentalità dell’insieme ma anche per farti venire la barba fino a terra di sto benedetto monumento.

Insomma, questi manco a copià sono stati capaci... Ho capito la prospettiva, la lezione dei boulevard francesi e degli assi visuali classici e rinascimentali... Ma qualcuno gli doveva spiegare che mica compri l'effetto scenografico a peso, non c’è proporzionalità diretta tra la dimensione dello spazio su cui spalmare 4 edifici e la grandiosità dell’effetto ottenuto... Dovrebbe esserci un minimo di proporzione tra gli oggetti e la distanza a cui sono piazzati... E qui invece finisce che anziché dare un senso di potenza trasmettono più che altro un senso di coglionaggine (S non ci provare neanche, questa parola non esiste, ma penso che riuscirai comunque a dedurne il significato ;D).

Oltretutto, avevo visto già tutto, da lontano, ieri, dall’autobus che mi portava dall’aeroporto all'albergo. Si perché, altro colpo di genio, l’autostrada arriva praticamente sotto il Washington Memorial, cioè l’obeliscone al centro del pratino; e quindi passando vedi prima il Pentagono, poi attraversi il Potomac e poi vedi sia l’obelisco che il Jefferson Memorial. In pratica è come se il GRA  passasse sotto il Colosseo,  o il Periferique di fianco alla Torre Eiffel. 
Manco questo hanno capito, sti bambacioni... che devi creare un minimo di suspence se vuoi dare un effetto grandioso e drammatico a un angolo della città, mica puoi mettere tutto li, a portata di mano, visibile da tutti e subito, precotto come un hamburger...

A questo proposito, ma parliamo della mia cena di ieri... Hotel a 4 stelle, gigantesco, tutto tempestato di pareti vetrate, e sul menu del ristorante non hanno altro che panini!!! Un paio di insalate come antipasto (manco le basi), qualche intruglio a base di salse e gamberetti come alternativa, e manco un piatto cucinato, che so, un'esotica bistecca o un trasgressivo pollo arrosto... E perché mai, se puoi spararti un fantastico hamburger??? E sul tavolo non c’era nemmeno la tovaglia, solo il piatto buttato lì e le posate arrotolate nel tovagliolo!
Ma dico io! Ma come si fa? E poi noi pensiamo che siano in grado di venire in Europa e di capire anche solo un decimo di quello che vedono e di quello che mangiano…See, lallero...

E la gente in giro…sono proprio americani…voglio dire, americani americani, non come a NY, dove avevano tutti l’aria molto europea, elegante, sofisticata. Nono, qui so’ proprio americani come te li immagini da stereotipo, in generale grassocci e gelatinosi, tutti in canotta bermuda e scarpa da ginnastica preferibilmente col calzino, col cappellino da baseball in testa ma girato al contrario, persino le signore anziane! Sono una caricatura di loro stessi, mi guardo attorno e mi dico oddio, questi hanno in mano la bomba atomica e hanno tutti voltato per il Parrucca!

E vogliamo parlare della casa del Parrucca?  Non ci sono andata vicino perché dopo aver camminato 2 ore tra:
il Capitol Building










(copia di Saint Paul Cathedral a Londra ma piu’ bianco);
 














il Jefferson Memorial 














(copia del Pantheon ma più piccolo);



















il Washington Memorial 



















(copia di un obelisco egizio ma piu’ grande); 




















e il Lincoln Memorial 
















(copia del Partenone ma senza qualche pezzo),   















non avevo la forza di spararmi un altro km di pratino... Pero’ sembra minuscola!  Nei film sembra sto gran ca***,  ma dal Mall pure questa prospettiva hanno toppato, perché la Casa Bianca appare schiacciata sullo sfondo dei palazzi che ci sono dietro, piccola e insignificante...
 
Vabbé, il sole é ormai tramontato e io ho finito di ragliare la mia filippica (era ora direte voi!). Ok, mi sono fatta prendere magari un pochino la mano, ma tutto sto sole e sto pratino mi hanno dato alla testa! :D Abbiate pietà, che adesso mi tocca pure rifare tutta la strada al contrario per tornare in albergo, aiutooooo!!!!

Saturday, 6 May 2017

Bizzarrie lionesi



Qui sono veramente matti...o meglio, non si può dire che non abbiano fantasia e creatività! Pare una gara a ‘lo famo più strano’... Sto parlando di quello che non si inventano per andare in giro. 

Questa città è il paradiso delle passeggiate e delle biciclette, ci sono migliaia di km di piste ciclabili, tutte attrezzate, lungo i fiumi o in città, tra gli alberi, con panchine, attrezzature (pubbliche) per fare sport, aiuole più o meno selvatiche ma sempre ordinate, giochi bimbi, fontane e laghetti, sdraio e tavolini, cigni e paperelle, fiori, e tutto il resto delle amenità che (forse non) potete immaginare in uno spazio pubblico di relax in pieno centro.

E girovagando per questi percorsi così gradevoli, cosa che faccio appena ho un minuto perchè ti rigenera lo spirito e ti fa fare pace con il mondo, mi è capitato di vedere veramente di tutto, tanto che adesso quasi vado cercando l’ennesimo caso strano da aggiungere alla mia lista!

Cioè, vediamo un pò quello a cui riuscite a pensare voi, come mezzo di trasporto urbano non motorizzato, a parte la banale bicicletta e i (molto fuori moda) due piedi?
Se vi viene in mente lo skateboard siete proprio vecchi o out, a meno che non lo abbiate immaginato come minimo integrato a un sistema a trazione animale:



















In alternativa potreste non essere totalmente fuori dal mondo se aveste pensato alla versione evoluta dello skate, ovvero sta cosa elettrica su cui la gente sta in piedi e che invece di andare di lato a spinta, va in avanti senza che tu debba fare niente...e per me rimane un mistero della scienza come facciano a non schiantarsi contro il primo palo della luce...























Ma questo non è niente in confronto al monoruota... No, non illudetevi di essere fighi e di aver capito, non mi sto riferendo a quell’attrezzo antiquato e così demodè, da convention di manager o truppa di turisti giappocinesi, su cui si guida con una specie di manubrio e si sta in piedi  (per miracolo, io mi aspetto sempre di vederli a un certo punto inchiodare, catafottersi in avanti e dare una sonora musata per terra):
























No, questo aggeggio è troppo out, io sto parlando di una roba che passa direttamente nell’ambito dei misteri della fede (e non più della scienza): non credo infatti esista una spiegazione scientifica del fatto che uno possa stare in piedi (già questo è soprannaturale), andare avanti ma soprattutto fermarsi (!!!) stando in equilibrio su una ruota sola con le mani in tasca...
















Ma quello che fa rientrare questo apparecchio nel mio personale elenco di dogmi che non possono essere verificati in questa vita, è l’impossibilità di rispondere a una semplice domanda....
PERCHE????? 
Perchè diavolo uno deve andare in giro come un macaco quando potrebbe tranquillamente camminare come un essere umano??? Misteri della fede, appunto...


Poi c’è ovviamente lui, il classico (!!!) monopattino, che impazza in ogni dove, è il sovrano assoluto di questa città, che tu abbia 9 o 99 anni, che tu sia in passeggiata o stia andando al lavoro, che tu sia in tuta o in tailleur, che tu sia donna, uomo o something in between, non fa differenza, tutti ma dico tutti vanno in giro con sto coso, tanto che secondo me i lionesi saranno presto vittime di una mutazione genetica per cui saranno come i fenicotteri, incapaci di stare in piedi senza tenere una gamba piegata!!!




























Poi vogliamo parlare delle biciclette? Ma non crediate nemmeno per un secondo che i lionesi si limitino alle banali due ruote che tutti associamo (povere menti arretrate) a questo ben noto concetto...non sia mai... come minimo deve trattarsi di una roba su cui stai in piedi e che invece dei pedali ha due pattini, così che sembra che stai camminando mentre invece pedali...e quindi perchè pedalare se in realtà vorresti camminare?? Fate pace col cervello!!! :D
















Oppure, perchè pedalare come dio comanda quando lo si può fare stando seduti di traverso, una mano davanti e una dietro, senza vedere una mazza di dove stai andando, con il rischio di mettere sotto chiunque o di sfasciarti contro un tir? Ma vuoi mettere quanto siamo più fighi ad andare in giro su un affare così piuttosto che su una normale, scontata, antica bici? Mah...






















Insomma...non so come dire...ogni volta che esci di casa non sai mai cosa aspettarti... la prossima volta vedrò qualcuno che pedala con le mani mentre fa la verticale a testa in giù e con i piedi muove un manubrio... Che ci volete fare, si divertono così...

Ridatemi Toto!

Il Vietnam e la musica non vanno d'accordo...decisamente... Da quando sono ad Hanoi (due settimane) e in particolare in albergo, mi stan...