Tuesday, 13 June 2017

Alla faccia dei dintorni...cominciamo con Washington :)




Ok, ve lo concedo, dire che Washington fa parte dei ‘dintorni’ di Lione puo sembrare un tantino azzardato... Ma se qualcuno ha in mente quello che ho pubblicato di recente su facebook, capirà che c’é una logica in tutto questo, e che sto rivisitando il concetto di vicinanza...

Allora, sono qui per seguire una conferenza internazionale che durerà tre giorni, sono arrivata ieri sera e oggi é stata la prima estenuante ma interessante giornata.
Ma tranquilli, non vi annoiero’ con i dettagli di questo fantastico evento, la cosa importante per i miei (!!!) lettori é che in questo momento sono seduta su un lato del podio del Lincoln Memorial, con la schiena poggiata a una colonna e i piedi che fumano, aspettando il tramonto (e di rifiatare), rivolta verso il fiume Potomac, con in sottofondo il soave rombo degli aerei che mi passano sulla testa ogni 2 minuti manco fossimo a Ciampino... Si perché l’aeroporto é a un paio di km da qui e gli aerei sono già così bassi che puoi vedere il colore della barba del pilota… E siccome il Pentagono é dall’altro lato del fiume, a un tiro di schioppo dall’aeroporto, ti domandi come mai si siano stupiti quando un aereo ci è, diciamo cosi’, atterrato sopra qualche annetto fa… Alla faccia delle misure di sicurezza...

Sta città é strana... non che abbia visto un granché, sono arrivata ieri tardo pomeriggio (che per me era l’una di notte, dopo 16 ore di viaggio), e oggi sono scappata solo alle 6 dalla mia conferenza (si, lo ammetto, stavolta ho mandato a quel paese la mia coscienza professionale e non sono rimasta fino alla fine... non ne potevo più, e d’altra parte, ma che gli dovevo dire a quelli, in uno speed dating professionale??? Lo so, sono una frana per il networking, ma sono qui, mi sono sparata 8 ore di conferenza, e quindi ho deciso che potevo fare sega e concedermi un giretto turistico). 

Insomma, sono partita gambe in spalla e mi sono fatta sta passeggiata di salute... Meno male che era già tardi, perché se avessi dovuto farmela sotto il sole del pomeriggio finivo arrostita..
Sto National Mall, che non é un centro commerciale nonstante il nome (e già questo...), e che dovrebbe racchiudere tutta l’essenza dell americanità, in pratica è un immenso pratino all’inglese che separa  e collega i monumenti nazionali americani più importanti: il Capitol, il Washington Memorial, il Lincoln Memorial e la Casa Bianca.

Solo che, megalomani come sono, ci hanno messo tipo 2 km tra un monumento e l’altro, 2 km fatti solo di sto pratino inglese... Sti babbioni sono convinti di aver creato la scenografia perfetta per mettere in atto la rappresentazione del potere e della grandezza; un’infilata prospettica di edifici monumentali, un paio di incroci tra assi visivi, et voilà, fatto il giochino.
Peccato pero’ che, evidentemente, quando a scuola insegnavano belle arti sti impiastri dormivano o giocavano a tirarsi i cartoccetti... Perché qui l’unico risultato che hanno ottenuto, a mio modestissimo parere, é che mentre tu sei li’ che arranchi sotto il sole sul famoso pratino per passare da un monumento all’altro, sudato e paonazzo, con i piedi che ti si scartavetrano nelle scarpe, l’unica cosa che fai é tirare giù tutti i santi del paradiso in ordine inverso. 

Anche perché sti cacchio di monumenti (e fossero almeno interessanti, invece sono copie disneyane di edifici antichi greci e romani) sono davvero troppo lontani tra loro... Mentre sei li che ti trascini per avvicinarti, hai l’impressione che invece quello si allontani, e tu passi 5, 10, 15 minuti della tua vita con l’immagine del (per esempio) Lincoln Memorial stampato sulla tua retina, associato indelebilmente a un senso di prostrazione e sfinimento senza fine... E questa mezz’ora di sfacchinata, se sei atletico e in buona salute, durante la quale non vedi altro che il bastardo monumento e il famoso pratino, ti lascia tutto il tempo non solo per scordarti della presunta monumentalità dell’insieme ma anche per farti venire la barba fino a terra di sto benedetto monumento.

Insomma, questi manco a copià sono stati capaci... Ho capito la prospettiva, la lezione dei boulevard francesi e degli assi visuali classici e rinascimentali... Ma qualcuno gli doveva spiegare che mica compri l'effetto scenografico a peso, non c’è proporzionalità diretta tra la dimensione dello spazio su cui spalmare 4 edifici e la grandiosità dell’effetto ottenuto... Dovrebbe esserci un minimo di proporzione tra gli oggetti e la distanza a cui sono piazzati... E qui invece finisce che anziché dare un senso di potenza trasmettono più che altro un senso di coglionaggine (S non ci provare neanche, questa parola non esiste, ma penso che riuscirai comunque a dedurne il significato ;D).

Oltretutto, avevo visto già tutto, da lontano, ieri, dall’autobus che mi portava dall’aeroporto all'albergo. Si perché, altro colpo di genio, l’autostrada arriva praticamente sotto il Washington Memorial, cioè l’obeliscone al centro del pratino; e quindi passando vedi prima il Pentagono, poi attraversi il Potomac e poi vedi sia l’obelisco che il Jefferson Memorial. In pratica è come se il GRA  passasse sotto il Colosseo,  o il Periferique di fianco alla Torre Eiffel. 
Manco questo hanno capito, sti bambacioni... che devi creare un minimo di suspence se vuoi dare un effetto grandioso e drammatico a un angolo della città, mica puoi mettere tutto li, a portata di mano, visibile da tutti e subito, precotto come un hamburger...

A questo proposito, ma parliamo della mia cena di ieri... Hotel a 4 stelle, gigantesco, tutto tempestato di pareti vetrate, e sul menu del ristorante non hanno altro che panini!!! Un paio di insalate come antipasto (manco le basi), qualche intruglio a base di salse e gamberetti come alternativa, e manco un piatto cucinato, che so, un'esotica bistecca o un trasgressivo pollo arrosto... E perché mai, se puoi spararti un fantastico hamburger??? E sul tavolo non c’era nemmeno la tovaglia, solo il piatto buttato lì e le posate arrotolate nel tovagliolo!
Ma dico io! Ma come si fa? E poi noi pensiamo che siano in grado di venire in Europa e di capire anche solo un decimo di quello che vedono e di quello che mangiano…See, lallero...

E la gente in giro…sono proprio americani…voglio dire, americani americani, non come a NY, dove avevano tutti l’aria molto europea, elegante, sofisticata. Nono, qui so’ proprio americani come te li immagini da stereotipo, in generale grassocci e gelatinosi, tutti in canotta bermuda e scarpa da ginnastica preferibilmente col calzino, col cappellino da baseball in testa ma girato al contrario, persino le signore anziane! Sono una caricatura di loro stessi, mi guardo attorno e mi dico oddio, questi hanno in mano la bomba atomica e hanno tutti voltato per il Parrucca!

E vogliamo parlare della casa del Parrucca?  Non ci sono andata vicino perché dopo aver camminato 2 ore tra:
il Capitol Building










(copia di Saint Paul Cathedral a Londra ma piu’ bianco);
 














il Jefferson Memorial 














(copia del Pantheon ma più piccolo);



















il Washington Memorial 



















(copia di un obelisco egizio ma piu’ grande); 




















e il Lincoln Memorial 
















(copia del Partenone ma senza qualche pezzo),   















non avevo la forza di spararmi un altro km di pratino... Pero’ sembra minuscola!  Nei film sembra sto gran ca***,  ma dal Mall pure questa prospettiva hanno toppato, perché la Casa Bianca appare schiacciata sullo sfondo dei palazzi che ci sono dietro, piccola e insignificante...
 
Vabbé, il sole é ormai tramontato e io ho finito di ragliare la mia filippica (era ora direte voi!). Ok, mi sono fatta prendere magari un pochino la mano, ma tutto sto sole e sto pratino mi hanno dato alla testa! :D Abbiate pietà, che adesso mi tocca pure rifare tutta la strada al contrario per tornare in albergo, aiutooooo!!!!

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