Thursday, 1 November 2018

Viaggio sull'isola che non c'é



E poi, finalmente, una mattina abbiamo preso la barca, e ci siamo diretti verso Sark... Speravo tanto di poter vedere i delfini, che molto spesso affiancano la barca e l’accompagnano per tutto il tragitto, o almeno qualche buffo puffin... Ma S. non si é impegnato abbastanza, e ho visto solo gabbiani! Sarà per la prossima volta :)






















Da St. Peter Port per arrivare a Sark, si passa tra due isole minori, Herm e Jethou, e poi si fa il giro della punta nord dell’isola, fino ad arrivare al minuscolo porto nuovo, dove le barche scaricano i passeggeri e se ne tornano a Guernsay, visto che non possono restare perché il porticciolo non é abbastanza protetto. E arrivando vedi le pareti scoscese che scendono verso il mare, piuttosto irte ma non a picco, ricoperte di piante basse ma fitte e molto verdi, rocce appuntite, e una striscia nera alla base netta e precisa, li dove arriva l’alta marea.
 





















 

















Si perché anche qui, chiaramente, l’acqua si alza e si abbassa a un ritmo che quasi la puoi vedere, e quando la nostra barca ha attraccato, invece di scendere sul molo abbiamo dovuto salire 2 rampe di scale!!! Ci saranno stati 6 metri di dislivello!!! Roba da matti...
 








 


















Quando sbarchi, il porticciolo é composto da un solo molo, e da un arco, che ti porta dall’altro lato della montagna sulla sola strada che sale verso la parte alta e piatta dell’isola. E per salire, o te la fai a piedi su un sentiero attraverso il bosco, oppure molli i bagagli su uno dei carretti che aspettano i passeggeri, e vai a prendere l’autobus... Che a Sark é una specie di trenino a due vagoni trainato da un trattore! Mi ricordo che quando siamo stai al Mar Morto e per andare dal Visitors Center al mare siamo dovuti salire su uno scassone metallico che ci ha fatto percorrere i 500 metri piu frullati e shekerati e rintronati della nostra vita, S. mi aveva detto ‘Hey, sulla mia isoletta (come la chiama lui) per salire dal porto bisogna prendere un trenino molto simile a questo!’, ma io non é che gli avessi dato molta retta al quei tempi... E invece, eccomi qua, sul Sark Bus, che si arrampica su per la strada sterrata a qualcosa come 30° di pendenza, e che in 5 ricchi minuti ti scarica alle porte di Sark...






















E da qui in poi, é tutto cosi’, un mondo a parte, un angolo di tempo che si é fermato... Questo é quello che, io immagino, Sark rappresenta per quelli che vengono a visitarla... Per me, é stato anche un altro passo nella vita di S., un grumo di ricordi e persone e storie raccontate o solo accennate, mille strette di mano ogni 5 minuti di cammino, pinte di birra offerta ora da questo ora da quello, pacche sulle spalle, sorrisi... Una comunità di cinquecento persone, che si conoscono tutte, che si conoscono da sempre, e che da sempre vivono li’, e che hanno visto S. andare e venire, e arrivare adesso con questa tipa di cui hanno già sentito parlare ma che non avevano mai visto, e che hanno accolto con una specie di enorme abbraccio collettivo, senza malizia o curiosità, ma solo con un affetto sincero che riflette l’affetto che provano per lui...

E’ una dimensione che non riesco a capire fino in fondo, troppo lontana dalla vita a cui sono abituata, non posso concepire una vita passata nello stesso posto, con le stesse persone, a fare le stesse cose e a sentire le stesse storie... Ma poi, metto piede su Sark, e mi sembra la cosa piu naturale del mondo, e non vedo altro che il legame tra le persone, il divertimento che deve essere partecipare a una corsa di pecore o a una gara di trattorini tagliaerba, o come deve essere confortevole in un giorno di vento e pioggia chiudersi alle spalle la porta dell’unico pub dove sai di trovare tutte persone che conosci e un divano per allungarti e un giornale da sfogliare... e non mi sembra piu cosi’ assurdo... 

Oi, non dico che potrei venirci a vivere per sempre... Ma tanto per me ‘per sempre’ é un concetto relativo, e ora mi sento di dire che passare un po’ di tempo a Sark potrebbe anche non dispiacermi...

S. mi ha fatto pedelare in lungo e in largo, visto che non ci sono macchine né altri mezzi per spostarsi in giro... E per fortuna che sono allenata con il Velov lionese, senno’ su quelle strade sterrate ci avrei lasciato la dentiera!
Mi ha fatto vedere le rocce appuntite della costa nord, quella che si vedeva dalla barca, attraversando sentieri intagliati nella brughiera, tra i rovi, sul fianco della costa con il mare poco piu sotto e le altre isole sullo sfondo...e dove si trova una roccia intagliata con simboli misteriosi... che pero non sono celtici ma buddisti!!!























Mi ha mostrato tutti i sentieri da cui si possono vedere i vari fianchi di Sark, le sue coste frastagliate, le sue baie azzurre e profonde...
 





































Mi ha portata a Little Sark, attraverso la Coupée, a mangiare insalata di granchio in un villaggio di bambole che quel giorno era persino onorato dal sole! E poi mi ha fatto conoscere i luoghi principali, il pub ovviamente, il posto dove si affittano le biciclette, la scuola, la ex prigione (una casetta fatta da una stanza nel cortile della scuola), il centro culturale (che in altri tempi e luoghi si sarebbe chiamato la Casa del Popolo), la strada dei negozi (!) che sono poi un’infilata di cottages e dove il momento di maggior traffico é quando IL trattore (perché ce n’é uno solo) si incrocia con un carretto a cavalli e piu’ di una bici alla volta!...


























 E poi mi ha fatto fare il giro dei luoghi che sono stati toccati dalla guerra e dove si sono svolte azioni piu o meno eroiche ma ricche di conseguenze nella Storia con la S maiuscola ma anche per le famiglie delle persone che ancora abitano sull’isola, visto che le Channel Islands sono l’unica parte della Gran Bretagna che sia stata invasa e occupata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, ed essendo cosi’ piccole l’occupazione Nazista ha preso delle pieghe molto particolari... Forse anche in grecia si possono sentire storie simili, non lo so, sarebbe interessante fare delle ricerche...

E comunque, mio malgrado, per tutto il tempo, e lo so che non centra niente, S. me lo hai già detto, non ho potuto fare a meno di sentirmi nella testa la colonna sonora del signore degli anelli mischiata a quella dell’ultimo dei mohicani! Lo so che li’ non c’era niente di celtico e che é solo un cliché, ma che devo fa?? Sorry S.!!!!

Un bacio a tutti e alla prossima!

PS: Vi risparmio il resoconto del mio viaggio in Togo, tanto non é stato particolarmete interessante, e le 10 ore di macchina all’andata e poi anche al ritorno non mi hanno fatto conoscere nessun aspetto dell’Africa che non avessi già visto mille volte...e quindi, vi siete salvati per stavolta! Ciauz!!! :D
 







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