E poi, finalmente, una mattina abbiamo preso la barca, e ci siamo diretti
verso Sark... Speravo tanto di poter vedere i delfini, che molto spesso
affiancano la barca e l’accompagnano per tutto il tragitto, o almeno qualche buffo
puffin... Ma S. non si é impegnato abbastanza, e ho visto solo gabbiani! Sarà
per la prossima volta :)
Da St. Peter Port
per arrivare a Sark, si passa tra due isole minori, Herm e Jethou, e poi si fa
il giro della punta nord dell’isola, fino ad arrivare al minuscolo porto nuovo,
dove le barche scaricano i passeggeri e se ne tornano a Guernsay, visto che non
possono restare perché il porticciolo non é abbastanza protetto. E arrivando
vedi le pareti scoscese che scendono verso il mare, piuttosto irte ma non a
picco, ricoperte di piante basse ma fitte e molto verdi, rocce appuntite, e una
striscia nera alla base netta e precisa, li dove arriva l’alta marea.
Si perché anche
qui, chiaramente, l’acqua si alza e si abbassa a un ritmo che quasi la puoi
vedere, e quando la nostra barca ha attraccato, invece di scendere sul molo
abbiamo dovuto salire 2 rampe di scale!!! Ci saranno stati 6 metri di
dislivello!!! Roba da matti...
Quando sbarchi,
il porticciolo é composto da un solo molo, e da un arco, che ti porta dall’altro
lato della montagna sulla sola strada che sale verso la parte alta e piatta dell’isola.
E per salire, o te la fai a piedi su un sentiero attraverso il bosco, oppure
molli i bagagli su uno dei carretti che aspettano i passeggeri, e vai a
prendere l’autobus... Che a Sark é una specie di trenino a due vagoni trainato
da un trattore! Mi ricordo che quando siamo stai al Mar Morto e per andare dal
Visitors Center al mare siamo dovuti salire su uno scassone metallico che ci ha
fatto percorrere i 500 metri piu frullati e shekerati e rintronati della nostra
vita, S. mi aveva detto ‘Hey, sulla mia isoletta (come la chiama lui) per salire
dal porto bisogna prendere un trenino molto simile a questo!’, ma io non é che
gli avessi dato molta retta al quei tempi... E invece, eccomi qua, sul Sark
Bus, che si arrampica su per la strada sterrata a qualcosa come 30° di
pendenza, e che in 5 ricchi minuti ti scarica alle porte di Sark...
E da qui in poi,
é tutto cosi’, un mondo a parte, un angolo di tempo che si é fermato... Questo
é quello che, io immagino, Sark rappresenta per quelli che vengono a
visitarla... Per me, é stato anche un altro passo nella vita di S., un grumo di
ricordi e persone e storie raccontate o solo accennate, mille strette di mano
ogni 5 minuti di cammino, pinte di birra offerta ora da questo ora da quello,
pacche sulle spalle, sorrisi... Una comunità di cinquecento persone, che si
conoscono tutte, che si conoscono da sempre, e che da sempre vivono li’, e che
hanno visto S. andare e venire, e arrivare adesso con questa tipa di cui hanno
già sentito parlare ma che non avevano mai visto, e che hanno accolto con una
specie di enorme abbraccio collettivo, senza malizia o curiosità, ma solo con un
affetto sincero che riflette l’affetto che provano per lui...
E’ una dimensione
che non riesco a capire fino in fondo, troppo lontana dalla vita a cui sono
abituata, non posso concepire una vita passata nello stesso posto, con le
stesse persone, a fare le stesse cose e a sentire le stesse storie... Ma poi,
metto piede su Sark, e mi sembra la cosa piu naturale del mondo, e non vedo altro che
il legame tra le persone, il divertimento che deve essere partecipare a una
corsa di pecore o a una gara di trattorini tagliaerba, o come deve essere
confortevole in un giorno di vento e pioggia chiudersi alle spalle la porta
dell’unico pub dove sai di trovare tutte persone che conosci e un divano per
allungarti e un giornale da sfogliare... e non mi sembra piu cosi’ assurdo...
Oi, non dico che potrei venirci a vivere per sempre... Ma tanto per me ‘per sempre’
é un concetto relativo, e ora mi sento di dire che passare un po’ di tempo a
Sark potrebbe anche non dispiacermi...
S. mi ha fatto
pedelare in lungo e in largo, visto che non ci sono macchine né altri mezzi per
spostarsi in giro... E per fortuna che sono allenata con il Velov lionese,
senno’ su quelle strade sterrate ci avrei lasciato la dentiera!
Mi ha fatto
vedere le rocce appuntite della costa nord, quella che si vedeva dalla barca, attraversando
sentieri intagliati nella brughiera, tra i rovi, sul fianco della costa con il
mare poco piu sotto e le altre isole sullo sfondo...e dove si trova una roccia
intagliata con simboli misteriosi... che pero non sono celtici ma buddisti!!!
Mi ha mostrato
tutti i sentieri da cui si possono vedere i vari fianchi di Sark, le sue coste
frastagliate, le sue baie azzurre e profonde...
Mi ha portata a
Little Sark, attraverso la Coupée, a mangiare insalata di granchio in un villaggio
di bambole che quel giorno era persino onorato dal sole! E poi mi ha fatto
conoscere i luoghi principali, il pub ovviamente, il posto dove si affittano le
biciclette, la scuola, la ex prigione (una casetta fatta da una stanza nel
cortile della scuola), il centro culturale (che in altri tempi e luoghi si
sarebbe chiamato la Casa del Popolo), la strada dei negozi (!) che sono poi un’infilata
di cottages e dove il momento di maggior traffico é quando IL trattore (perché
ce n’é uno solo) si incrocia con un carretto a cavalli e piu’ di una bici alla
volta!...
E poi mi ha fatto fare il giro dei luoghi che sono stati toccati
dalla guerra e dove si sono svolte azioni piu o meno eroiche ma ricche di
conseguenze nella Storia con la S maiuscola ma anche per le famiglie delle
persone che ancora abitano sull’isola, visto che le Channel Islands sono l’unica
parte della Gran Bretagna che sia stata invasa e occupata dai tedeschi durante
la seconda guerra mondiale, ed essendo cosi’ piccole l’occupazione Nazista ha
preso delle pieghe molto particolari... Forse anche in grecia si possono
sentire storie simili, non lo so, sarebbe interessante fare delle ricerche...
E comunque, mio
malgrado, per tutto il tempo, e lo so che non centra niente, S. me lo hai già
detto, non ho potuto fare a meno di sentirmi nella testa la colonna sonora del
signore degli anelli mischiata a quella dell’ultimo dei mohicani! Lo so che li’
non c’era niente di celtico e che é solo un cliché, ma che devo fa?? Sorry S.!!!!
Un bacio a tutti
e alla prossima!
PS: Vi risparmio
il resoconto del mio viaggio in Togo, tanto non é stato particolarmete
interessante, e le 10 ore di macchina all’andata e poi anche al ritorno non mi
hanno fatto conoscere nessun aspetto dell’Africa che non avessi già visto mille
volte...e quindi, vi siete salvati per stavolta! Ciauz!!! :D

























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